CAMPANELLA
La vita
Tommaso Campanella (Stilo 1568 - Parigi 1639) fu, con Telesio e Giordano Bruno, uno dei maggiori rappresentanti del pensiero italiano rinascimentale. Entrato adolescente nell'ordine dei Domenicani dedicandosi con passione allo studio delle discipline filosofiche e scientifiche. Influenzato da Telesio, nel 1592 , accusato di pratiche magiche, subì il primo processo ecclesiastico conclusosi con l'intimazione di abbandonare le dottrine antiaristoteliche.Mosso da confusi ideali millenaristici, ordì le fila di una congiura tesa ad instaurare una repubblica teocratica immaginata come inizio di un generale rinnovamento del mondo. La scoperta della congiura (1599) gli costò la condanna al carcere per tentata ribellione ed eresia da parte dell’Inquisizione. Evitata la pena capitale simulando la pazzia, per 27 anni rimase prigioniero nei Castelli di Napoli e in questo periodo di forzata inazione compose molte delle sue opere principali. Ottenuta infine la libertà, ma osteggiato da molti a Roma, vi condusse una vita difficile per qualche tempo, finché fu costretto a rifugiarsi in Francia, dove fu accolto con favore fino alla sua morte.
Il pensiero
Campanella accoglie in sé e cerca di fondere in sintesi gli elementi della filosofia rinascimentale, i cui elementi principali sono l’opposizione all'aristotelismo, l’esaltazione della dignità umana, la concezione dinamica dell'essere, e anticipa inoltre il principio dell'autocoscienza.Alla base del suo pensiero sta la concezione delle tre primalità dell'essere (potenza, sapienza, amore) presenti in ogni ente (specchio della Trinità: il Padre=la potenza, il Figlio=la sapienza, lo Spirito=l'amore), e che costituiscono i fattori più intimamente costitutivi delle cose, analogamente ai trascendentali della Scolastica (esistenza, verità, bontà).
La cosmologia di Campanella, influenzata da Telesio ma non priva di originalità, concepisce la natura come animata (panpsichismo): non solo la natura è vivente anche nel suo livello apparentemente inorganico, ma è anche in qualche modo cosciente in ogni sua articolazione; ogni ente infatti possiede una certa autocoscienza per cui tende al fine avvertendo di tendervi. In tal modo tra il cosmo e l'uomo non esiste una lontananza fredda, funzionale a un dominio tirannico dell'uomo sulla natura, ma una comunione, una familiarità avvolgente. L'uomo, vero microcosmo, consta di corpo, spirito e mente: caldo e fluido lo spirito, immortale e incorporea la mente il cui apice è la libertà.
La morale di Campanella si basa sul concetto che il bene per l'uomo è innata tendenza, che acquista i caratteri della moralità per l'intervento della libertà; cosicché l'autoconservazione, espressa dall'auto-volizione, si rivela fondamentalmente volizione o amore di Dio, perché la persona ama in sé l'Essere Supremo di cui partecipa. La religione è l'espressione più completa di tutte le virtù e trova la sua giustificazione profonda non in una sanzione esterna, ma nella costituzione metafisica dell'uomo che tende verso il Creatore come al suo fine.
La concezione politica di Campanella è espressa ne La città del Sole (1602), ipotesi di una società ideale che rispecchia pienamente l'ordine razionale e nella quale domina la virtù e vige la comunanza dei beni, e, per altro verso, negli scritti propriamente politici che prospettano uno Stato di impronta teocratica con a capo il pontefice. A differenza dell'utopia di Tommaso Moro che è stata detta una utopia della libertà e della tolleranza, quella di Campanella è una utopia dell'ordine, di stampo totalitario e intollerante. In essa beni e donne sono comuni, per garantire unità e armonia; il lavoro è ridotto a quattro ore al giorno, l'educazione avviene in modo semplice osservando dipinti murali, la procreazione è regolata in modo minuzioso per assicurare un miglioramento della razza. La religione è gestita da tre supremi sacerdoti, che devono obbedienza incondizionata al ‘Grande Metafisico’, una sorta di Dio in terra; adora Dio, ma dà ampio spazio all'astrologia. Dice comunque di essere vicina al Cristianesimo, benché sulla vita eterna e sul peccato originale sia quanto meno ambigua.

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